La gentilezza
Mi fermo a guardare quella scena e penso che se dovessi spiegare il Pride a qualcunə che non l'ha mai visto da vicino, partirei da qui, da un pallone a forma di cuore che rimbalza tra le gambe di sconosciutə che lo trattano con gentilezza invece che con insofferenza.
L'insofferenza
Le ho lette tutte, una dietro l'altra, e mi sono chiesta una cosa che forse è più interessante della loro smentita:
perché la visibilità, in sé, dà così tanto fastidio? Non l'omosessualità, non l'identità di genere, proprio l'occupazione dello spazio pubblico da parte di corpi che di solito si tengono a distanza di sicurezza dagli sguardi.
Il cambio di prospettiva
Immagina una città in cui per un giorno intero fosse vietato mostrare affetto in pubblico a chiunque non fosse eterosessuale. Niente mani intrecciate, niente baci, niente battute scambiate a voce alta davanti a un bar. Quantə commentatorə indignatə si accorgerebbero di quel vuoto?
Il benaltrismo
Una città che organizza un Pride non smette certo di occuparsi di lavoro, di case popolari, di liste d'attesa in ospedale. Organizzare un Pride non impedisce a una città di occuparsi di case popolari, sanità o lavoro. Le amministrazioni gestiscono molte questioni contemporaneamente.
E sulla neutralità delle istituzioni, la domanda che mi faccio è ancora più semplice.
Un Comune che dice che nessunə dovrebbe avere paura di essere sé stessə, sta prendendo una posizione politica o sta solo facendo il suo lavoro? Io non trovo scandaloso che un'amministrazione difenda un principio che, sulla carta, riguarda già tuttə quantə.
La città ideale
"Ci picchiano perché non siamo abbastanza maschi, oppure abbastanza femmine e poi ci chiedono perché è ancora necessario il Pride: è perché siamo stanchə di contare i lividi!"
"Le città di provincia hanno anche bisogno di essere disobbedienti! Perché ogni volta che qualcunə dice qui certe cose non si fanno, noi le facciamo, ogni volta che qualcunə dice non è il posto lo trasformiamo, ogni volta che qualcunə dice che non è il momento, eccoci. Il momento è sempre quello giusto quando si parla di Libertà!"
Quello che conta davvero
Quest'anno non ho potuto partecipare, ma ero lì, alla parata di Lodi, col cuore (arcobaleno)!
Il tuo sostegno fa la differenza
Gli articoli che ho dedicato al Pride Month:
Rassegna stampa
Nei giorni successivi, il giornale locale ha dato conto di una polemica montata rapidamente. Il centrodestra cittadino, compatto tra Lega, Fratelli d'Italia e Angeli Lodigiani, ha parlato di palcoscenico ideologico, di mercificazione della sessualità, di abbigliamento indecoroso, arrivando a un'interrogazione formale al sindaco per chiedere conto del patrocinio comunale. Non tutto il centrodestra si è riconosciuto in quelle parole: il consigliere Lorenzo Maggi ha preso le distanze definendole espressione di un conservatorismo moralista, rivendicando il diritto di ognunə a essere, se vuole, anche volgare, eccentricə, ridicolə, senza che questo tolga dignità a nessunə. Dall'altra parte, la maggioranza e organizzatorə di Lodi Arcobaleno hanno risposto con rammarico più che con sorpresa, ricordando che il vero bersaglio delle critiche sono sempre i corpi che si mostrano senza nascondersi, e denunciando una escalation di insulti e minacce sui social arrivata fino agli auguri di violenza fisica contro il corteo. Sulla polemica, come sempre, si è scritto molto. Sulla violenza reale che l'ha accompagnata, quasi nulla.Lo Sguardo Di Giulia 2026 © diritti riservati – Vietata la pubblicazione non autorizzata. Le immagini pubblicate sono protette da copyright. Se vuoi usare una mia foto, contattami. 👉Copyright e utilizzo delle immagini
Disclaimer: Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001
Iscriviti alla newsletter per ricevere storie e progetti direttamente nella tua casella di posta. Solo contenuti autentici, niente spam.
👉Copyright e utilizzo delle immagini
Disclaimer: Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

.jpg)














