Leggere senza stereotipi
Il progetto si chiamava "Leggere senza stereotipi", promosso l'anno prima dalla consigliera Camilla Seibezzi, messo a punto da professioniste e professionisti in pedagogia e letteratura. Il neoeletto sindaco arriva, vince, e nove giorni dopo li ritira tutti dai nidi e dalle materne comunali. Tutti. Poi, userà la parola gender come si usa una parolaccia, per farla suonare più minacciosa di quello che è. Sono andata a cercare alcuni di quei titoli, in biblioteca a Lodi e in rete, e te li racconto perché la lista, letta oggi, fa quasi ridere per quanto sia innocua.
Piccolo blu e piccolo giallo
E con Tango siamo in tre
Antifamiliare!
Una storia su due esseri viventi che si prendono cura di un cucciolo insieme. Fa quasi tenerezza l'idea che serva un pinguino per rimettere in discussione cosa sia una famiglia.
Rosso micione
I cani non sono ballerine
.jpeg)
Forte come un orso
Diritti dei genitori o di un società inclusiva?
Il problema è tutto lì: famiglie omogenitoriali, stereotipi di genere, l'idea che l'affetto possa avere forme diverse da quella prevista, da quella definita "tradizionale". Il neoeletto sindaco di Venezia lo mise per iscritto: sono le famiglie a doversi occupare di certe cose, non la scuola. Come se una famiglia che vuole nascondere l'esistenza di due papà pinguini avesse più diritto di una famiglia che vuole raccontarla.
E poi? Che fine hanno fatto davvero quei libri?Non sono finiti al rogo, questo va detto subito.
Sotto le proteste, che furono immediate, il sindaco di Venezia fece marcia indietro parziale già in estate. Ma con un taglio preciso: i libri su disabilità e differenze religiose tornarono in classe, quelli su famiglie considerate non tradizionali e contro gli stereotipi di genere restarono in biblioteca. Fisicamente lì, sullo scaffale, teoricamente disponibili, ma non potevano più fare parte di un percorso educativo scolastico. Questa è la forma di censura più subdola: il libro non sparisce, sparisce solo la possibilità che qualcunə te lo metta in mano a scuola.
La Resistenza bibliotecaria
Quei quarantanove titoli da allora sono diventati un piccolo classico della resistenza bibliotecaria italiana. Ravenna li ha portati nelle piazze in segno di risposta alla censura. L'Associazione Italiana Biblioteche li inserisce ogni anno nella sua rassegna "Libri salvati", accostandoli, con una scelta che non è casuale, ai libri messi all'indice dal fascismo nel 1933.
E oggi? Abbiamo la Legge 104 del 9 giugno 2026
E poi, siccome sono una che non si accontenta di chiudere un caso di dieci anni fa come se fosse archeologia, sono andata a vedere cosa sta succedendo adesso.
Quello di Venezia nel 2015 è stato il primo capitolo di qualcosa che si sta ancora scrivendo.
Nel 2025 la Lega ha presentato una proposta di legge che vieta qualsiasi discussione su identità di genere e orientamento sessuale nelle scuole da parte di educatorə professionistə, eliminando il linguaggio inclusivo e imponendo il consenso informato dei genitori per qualsiasi lezione che tocchi il tema. A dicembre 2025 è passata in prima lettura in Parlamento.
Nel 2026 c'è stata l’"approvazione definitiva al Senato della legge sul Consenso informato che tutela i bambini dalla confusione della "propaganda gender" e ridà voce ai genitori sulle tematiche della identità di genere per i figli adolescenti minorenni." 👉Dal Ministero dell'istruzione e del merito, le parole del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
In questa legge, del linguaggio inclusivo di genere, ovviamente non troverai traccia.
Ma non finisce qui.
"Volete Voi che sia abrogata la Legge 9 giugno 2026, n. 104, recante «Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.142 del 22 giugno 2026 ?"
Questo blog va avanti a caffè e testardaggine!
Lo Sguardo Di Giulia 2026 © diritti riservati – Vietata la pubblicazione non autorizzata. Le immagini pubblicate sono protette da copyright. Se vuoi usare una mia foto, contattami. 👉Copyright e utilizzo delle immagini
Disclaimer: Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001
Iscriviti alla newsletter per ricevere storie e progetti direttamente nella tua casella di posta. Solo contenuti autentici, niente spam.
Fonti per questo articolo: Topipittori, Il caso dei libri ritirati dalle scuole a Venezia; Nostrofiglio.it; Il Fatto Quotidiano (18 agosto 2015 e 26 gennaio 2016); American Library Association, Banned Books Week; Uovonero, collana I libri di Camilla; Hamelin Associazione Culturale; Associazione Italiana Biblioteche, iniziativa Libri salvati; Left.it; Il Post e L'Indipendente per il ddl Valditara.Leggi anche
👉Copyright e utilizzo delle immagini
Disclaimer: Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)

.jpeg)



