49 libri censurati e un referendum abrogativo


Nel 2015 un sindaco appena eletto aveva già una lista di proscrizione di quarantanove libri per bambini e bambine pronta in un cassetto, come se l'avesse scritta prima ancora di vincere le elezioni. E questa storia ha avuto un seguito che possiamo toccare con mano ancora oggi.
Quello di cui sto parlando è il sindaco di Venezia Brugnaro, e del motivo per cui, mentre preparavo la serie sui libri censurati, ho ricordato che l'Italia il suo Indice dei libri proibiti ce l'ha già avuto, e non nel medioevo.

Leggere senza stereotipi 

Il progetto si chiamava "Leggere senza stereotipi", promosso l'anno prima dalla consigliera Camilla Seibezzi, messo a punto da professioniste e professionisti in pedagogia e letteratura. Il neoeletto sindaco arriva, vince, e nove giorni dopo li ritira tutti dai nidi e dalle materne comunali. Tutti. Poi, userà la parola gender come si usa una parolaccia, per farla suonare più minacciosa di quello che è. Sono andata a cercare alcuni di quei titoli, in biblioteca a Lodi e in rete, e te li racconto perché la lista, letta oggi, fa quasi ridere per quanto sia innocua.

Piccolo blu e piccolo giallo 

Di Leo Lionni, pubblicato nel  1959 da Emme Edizioni, raffigura tenerissime macchie di colore blu e gialle che si abbracciano e diventano verdi. Uno dei primi libri d'arte mai pensati per l'infanzia, oggi simbolo della protesta contro quella lista di libri censurati, che viene letto nelle piazze italiane apposta, per sensibilizzare l'opinione pubblica. Il crimine, se vogliamo chiamarlo così, è aver raccontato un'amicizia con la metafora del colore che si mescola. 
Rosellina Archinto, editrice e fondatrice visionaria nel 1966 della casa editrice Emme Edizioni, è scomparsa il 22 agosto 2026 a 92 anni.

E con Tango siamo in tre

Di Justin Richardson e Peter Parnell: la storia vera di Roy e Silo, due pinguini maschi dello zoo di Central Park che covano un uovo abbandonato da un'altra coppia e lo crescono. Non è la prima volta che questo libro finisce sotto attacco: negli Stati Uniti era già il secondo libro più contestato del 2009 secondo l'American Library Association, con l'accusa, tra le altre, di essere antifamiliare. 

Antifamiliare! 

Una storia su due esseri viventi che si prendono cura di un cucciolo insieme. Fa quasi tenerezza l'idea che serva un pinguino per rimettere in discussione cosa sia una famiglia. 

Rosso micione

Di Eric Battut, un gatto che trova un uovo abbandonato e se ne prende cura invece di mangiarlo. 

I cani non sono ballerine

Di Anna Kemp, un cane che sogna il tutù "sfidando" l'idea che esistano cose da maschi e cose da femmine. 

Forte come un orso

L'ho cercato in biblioteca a Lodi tra gli scaffali dei libri per bambini e bambine. Dentro ci sono disegni di bambine, bambini e animali, e per ognuno un modo di dire come: "silenzioso come un topo, timido come un cerbiatto, affamato come un lupo". Quaranta pagine di modi di dire illustrati, nient'altro.
Ho riletto il libro con più attenzione cercando cosa potesse aver fatto scattare l'allarme. Non c'è una famiglia non tradizionale, non c'è un tema che si possa definire scottante nemmeno forzando l'interpretazione. C'è, in quarta di copertina, una frase: "Perché un bambino è tante cose diverse, tutte insieme, ma anche molto, molto di più." È un'ipotesi mia, non confermata da alcun documento ufficiale, ma questo è l'unico punto del libro dove si dice qualcosa sull'identità invece che sull' umore del momento. 
Forse è bastato quello.

Forte come un orso nasce dalla storia privata di Katrin Stangl che creò due serigrafie per la figlia appena nata, un orso che fa braccio di ferro con una bambina e un bambino che gioca con una volpe. Da lì l'idea di raccogliere tutti i paragoni proverbiali che le suggerivano come, appunto, affamato come un lupo, lento come una lumaca, e farne un libro dedicato alla figlia Helene e a tutti gli altri bambini e bambine. In Germania questo libro ha vinto anche la Borsa di studio per albi illustrati. Però fu ritirato a Venezia per "pericolosità ideologica". 

Mi domando allora, chi ha steso quella lista di proscrizione, i libri li ha letti o si è fermatə alla quarta di copertina?
Piccolo Uovo
Di Francesca Pardi, illustrato da Altan, è uno dei titoli finiti nella lista nera del 2015, ritirato insieme agli altri libri di Lo Stampatello per il sospetto di veicolare messaggi pericolosi sulle famiglie omogenitoriali. Due anni dopo, nel 2017, lo stesso libro esce in versione CAA (Comunicazione Aumentativa e Alternativa) per Uovonero, nella collana I libri di Camilla, con la traduzione in simboli WLS curata da Enza Crivelli. I simboli, racchiusi in riquadri e privi di testo alfabetico, lo rendono leggibile anche a bambinə con autismo o difficoltà di comunicazione. 

L'ho trovato proprio così, in questa edizione, autografato dall'autrice, nella Biblioteca di Lodi: il libro che volevano togliere di mano a bambini e bambine è anche un valido strumento per farli leggere in autonomia.
Il grande grosso libro delle famiglie

Di Mary Hoffman, illustrato da Ros Asquith, è un altro dei titoli finiti nella lista nera del 2015, ritirato anche lui insieme agli altri volumi di Lo Stampatello. È forse il più ambizioso del gruppo della mia ricerca: non si limita a mostrare famiglie con genitori diversə, ma allarga lo sguardo a chi ha tanti fratelli, sorelle o nessunə, chi è riccə e chi è poverə, chi coltiva il cibo e chi lo compra, chi vive con nonnə e bisnonnə e chi in due soltanto. Tradotto in innumerevoli lingue, è ancora oggi tra i titoli che l'Associazione Italiana Biblioteche ripropone ogni anno nell'iniziativa "Libri salvati", segno che quella lista di dieci anni fa continua a essere letta, discussa, e restituita ai bambinə a cui era stata tolta.

Diritti dei genitori o di un società inclusiva?

Il problema è tutto lì: famiglie omogenitoriali, stereotipi di genere, l'idea che l'affetto possa avere forme diverse da quella prevista, da quella definita "tradizionale". Il neoeletto sindaco di Venezia lo mise per iscritto: sono le famiglie a doversi occupare di certe cose, non la scuola. Come se una famiglia che vuole nascondere l'esistenza di due papà pinguini avesse più diritto di una famiglia che vuole raccontarla.

E poi? Che fine hanno fatto davvero quei libri? 

Non sono finiti al rogo, questo va detto subito. 

Sotto le proteste, che furono immediate, il sindaco di Venezia fece marcia indietro parziale già in estate. Ma con un taglio preciso: i libri su disabilità e differenze religiose tornarono in classe, quelli su famiglie considerate non tradizionali e contro gli stereotipi di genere restarono in biblioteca. Fisicamente lì, sullo scaffale, teoricamente disponibili, ma non potevano più fare parte di un percorso educativo scolastico. Questa è la forma di censura più subdola: il libro non sparisce, sparisce solo la possibilità che qualcunə te lo metta in mano a scuola. 

La Resistenza bibliotecaria 

Quei quarantanove titoli da allora sono diventati un piccolo classico della resistenza bibliotecaria italiana. Ravenna li ha portati nelle piazze in segno di risposta alla censura. L'Associazione Italiana Biblioteche li inserisce ogni anno nella sua rassegna "Libri salvati", accostandoli, con una scelta che non è casuale, ai libri messi all'indice dal fascismo nel 1933. 

E oggi? Abbiamo la Legge 104 del 9 giugno 2026

E poi, siccome sono una che non si accontenta di chiudere un caso di dieci anni fa come se fosse archeologia, sono andata a vedere cosa sta succedendo adesso. 

Quello di Venezia nel 2015 è stato il primo capitolo di qualcosa che si sta ancora scrivendo.

Nel 2025 la Lega ha presentato una proposta di legge che vieta qualsiasi discussione su identità di genere e orientamento sessuale nelle scuole da parte di educatorə professionistə, eliminando il linguaggio inclusivo e imponendo il consenso informato dei genitori per qualsiasi lezione che tocchi il tema. A dicembre 2025 è passata in prima lettura in Parlamento. 

Nel 2026 c'è stata l’"approvazione definitiva al Senato della legge sul Consenso informato che tutela i bambini dalla confusione della "propaganda gender" e ridà voce ai genitori sulle tematiche della identità di genere per i figli adolescenti minorenni." 👉Dal Ministero dell'istruzione e del merito, le parole del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

In questa legge, del linguaggio inclusivo di genere, ovviamente non troverai traccia.

Ma non finisce qui.

In risposta alla Legge 104 del 9 giugno 2026 è stato proposto il referendum abrogativo per cui è stato raggiunto in poco tempo il quorum (562.317 firme sulle 500.000 necessarie), ma è ancora possibile contribuire 👉QUI con la propria firma dando tutto il sostegno possibile in vista del giudizio della Corte Costituzionale e ripristinare l'educazione affettiva e sessuale nelle scuole italiane, superando le attuali restrizioni normative della Legge 104.

"Volete Voi che sia abrogata la Legge 9 giugno 2026, n. 104, recante «Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.142 del 22 giugno 2026 ?"

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Fonti per questo articolo: 
Topipittori, Il caso dei libri ritirati dalle scuole a Venezia; Nostrofiglio.it; Il Fatto Quotidiano (18 agosto 2015 e 26 gennaio 2016); American Library Association, Banned Books Week; Uovonero, collana I libri di Camilla; Hamelin Associazione Culturale; Associazione Italiana Biblioteche, iniziativa Libri salvati; Left.it; Il Post e L'Indipendente per il ddl Valditara.
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