Lodi marcia per la Pace il 3 ottobre. E da Emergency una legge sull'obiezione di coscienza alla guerra

Sabato 3 ottobre 2026 Lodi ha marciato per la Pace e la Giustizia Sociale. Ed è proprio in vista di giornate come questa che vale la pena ricordare che se tornasse la leva obbligatoria, oggi in Italia nessunə potrebbe rifiutarsi di andare in guerra. Per questo Emergency, nei primi giorni di ottobre 2026, propone una raccolta firme per una legge sull'obiezione di coscienza, e non solo sulla leva.

"io obietto la guerra" - proposta di legge di iniziativa popolare per il diritto alla obiezione di coscienza alla guerra.

Eccola, la raccolta firme di Emergency per l'obiezione di coscienza:

L'edizione 2026 della Marcia della Pace del Lodigiano, quest'anno è tappa ufficiale del Giro d'Italia per la Pace, iniziativa del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani insieme alla Fondazione Perugia Assisi per la Cultura della Pace. 
Il simbolo è la Lampada della Pace di Assisi, che attraversa l'Italia per riaffermare, con le parole della marcia PerugiAssisi 2025, il sogno di fraternità (e sorellanza) e amicizia sociale come alternativa alla guerra.

Il percorso

Il percorso, di 4,5 chilometri, è partito da piazzale Martiri della Libertà e ha attraversato alcuni dei luoghi della memoria in città: via Visconti, dove si trova il murale del 25 aprile, la Questura, il carcere, la pietra d'inciampo di Corso Ettore Archinti, 

e poi la casa bombardata di via Solferino, la chiesa di San Francesco, fino all'arrivo in piazza della Vittoria, dove è prevista l'apertura collettiva di una bandiera della pace di 600 metri quadrati.

"Partecipiamo da tutto il lodigiano alla marcia di Lodi, facciamo di ogni comune un solido punto di resistenza alla guerra e alle guerre, fermiamo il genocidio di Gaza e tutte le guerre che continuano a devastare il mondo. Fermiamo la corsa al riarmo e investiamo sulla cura della vita delle persone, dell’umanità e del pianeta e difendiamo la legalità e il diritto, il pensiero critico e la democrazia, dentro e fuori il nostro paese"

La tappa lodigiana è promossa dal Comune di Lodi e dalla rete Lodi Solidale, con adesione istituzionale anche della Provincia di Lodi e di numerosi comuni del territorio. Numerose anche le associazioni aderenti.

La presenza di Emergency tra le realtà aderenti alla marcia riflette il legame tra l'organizzazione e il percorso di pace cittadino che esiste già da tempo. 

Nel 2025 il programma Lodi di Pace si è aperto proprio con un'iniziativa di Emergency insieme a Unitre Lodi, che ha portato in piazza della Vittoria lo striscione "Questo Comune R1PUD1A", lo stesso di centinaia di municipi italiani, per ribadire il contenuto dell'Articolo 11 della Costituzione: 

"L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo."

L'obiezione di coscienza alla guerra in Italia non esiste più

Il 5 settembre 2026, durante il suo Festival a Reggio Emilia, Emergency ha fatto un passo ulteriore: una proposta di legge di iniziativa popolare intitolata "Io obietto la guerra", con l'obiettivo è restituire a cittadine e cittadini un diritto che oggi in Italia non esiste più, quello di rifiutarsi, per ragioni di coscienza, di prestare il proprio corpo, il proprio lavoro o il proprio consenso alla guerra e al riarmo, proprio mentre si torna a parlare di un possibile ripristino della leva.
Nei primi giorni di ottobre sarà avviata la raccolta firme per una proposta di legge di iniziativa popolare per il “diritto all’obiezione di coscienza alla guerra”. 
Un modo per fare avanzare la possibilità, per cittadini e cittadine, di rifiutarsi di prestare servizio militare e di essere coinvoltə negli ingranaggi reali della guerra e nella progettazione, produzione o movimentazione dei suoi strumenti.

Il nodo tecnico è questo: la leva obbligatoria non è stata abolita nel 2005, ma solo sospesa, e l'articolo 1929 del Codice dell'ordinamento militare ne prevede il ripristino con decreto del Presidente della Repubblica, su delibera del Consiglio dei Ministri, in caso di stato di guerra o di grave crisi internazionale che coinvolga l'Italia. 
Lo stesso Codice, varato nel 2010, ha però abrogato anche la legge 230 del 1998, quella che riconosceva il diritto all'obiezione di coscienza: la possibilità di opporsi all'uso delle armi, di rifiutare l'arruolamento nelle Forze Armate e nei Corpi armati dello Stato, e di assolvere gli obblighi di leva prestando un servizio civile alternativo.

Il vuoto normativo

Il risultato è che oggi il meccanismo per richiamare alle armi è scritto e in vigore, mentre quello per rifiutarsi è stato cancellato e non sostituito da nulla, quindi se la leva tornasse, non ci sarebbe alcuna base legale per l'obiezione. È esattamente questo vuoto che la proposta di legge di Emergency vuole colmare. 
Lo conferma l'ex magistrato Domenico Gallo, tra gli estensori della proposta insieme alla costituzionalista Alessandra Algostino e all'avvocata Veronica Dini. Il testo, come ha spiegato Simonetta Gola, direttrice della comunicazione di Emergency, estende il diritto all'obiezione anche a chi lavora nella progettazione, produzione o commercio di armi destinate alle guerre in corso o future.
La proposta nasce dentro R1PUD1A, la campagna di Emergency attiva dal novembre 2024 in scuole e comuni italiani, che ha già raccolto decine di migliaia di adesioni individuali all'appello "Io obietto la guerra".
Emergency a Unitre Lodi

Nel gennaio 2026 all'Unitre di Lodi, Marina Rossi, coordinatrice locale di Emergency, ha tenuto un incontro proprio su questi temi. Qui sotto il video dal canale YouTube di Unitre.

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