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| Igildo Malaspina (dettaglio) |
Racconta lo spazio dove le idee e i colori si uniscono, la luce viene studiata e poi portata sulla tela, e l'artista diventa semplicemente chi lavora, con opere concesse in prestito da collezioni private e che normalmente non sono visibili al pubblico. Interessante il taglio documentario che associa ai quadri a una sezione dedicata agli oggetti dell'atelier, resa possibile grazie alle risorse dello stesso Vailati, artista e collezionista.
Tavolozza, cavalletto, cassetta dei colori, astuccio porta pennelli, colori in polvere e solventi appartenuti ai pittori lodigiani Attilio Maiocchi e Giuseppe Vailetti raccontano un mestiere fatto di materia e di gesto quotidiano. Strumenti veri, consumati dall'uso, che spero un giorno possano diventare parte di un'esposizione permanente.Ada Pratella
Unica presenza femminile è la pittrice Ada Pratella (1901-1929), napoletana, figlia del celebre pittore Attilio Pratella. Figlia d'arte, Ada trovò un proprio linguaggio nella figura e nel ritratto, distinguendosi dal padre paesaggista. A Lodi è esposto "Il padre che dipinge" del 1926, una piccola tela intensa, che ritrae il padre Attilio con berretto e occhiali, chino sul cavalletto, mentre la tavolozza colma di colori vivaci, rossi, arancioni, gialli, spicca in primo piano contro l'abito scuro e i toni bruni dello sfondo.
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| Il padre che dipinge - Ada Pratella |
Pratella mostra un doppio ritratto, quello di chi dipinge e quello di chi, dipingendolo, si espone a sua volta. La morte prematura di Ada, nel marzo 1929, a causa di una grave malattia, ha interrotto una carriera che si stava affermando anche fuori Napoli, con una mostra personale che si tenne, postuma, proprio quello stesso anno.
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| La pittrice (dettaglio) - Mosè Bianchi |
Lo stesso meccanismo, artista che dipinge altri artisti al lavoro, torna nei dipinti di Donato Frisia (messo a disposizione dal banco BPM) e Angelo Pietrasanta, che scelgono l'atelier come sfondo per ritratti e autoritratti, e nella "Pittrice" di Mosè Bianchi da Mairago. Luigi Brambati, in "Il pittore e la modella", opera scelta come immagine di copertina della locandina, mette in scena lo studio come se fosse un teatro vero e proprio. Poi la pittura esce all'aperto nel momento "en plein air" colto da Eugenio Gignous, e da Silvio Consadori, che ritrae l'amico Brambati mentre dipinge a Place de la Concorde, a Parigi.
Cultura per l'animaMuseo Ettore Archinti, viale Pavia 26, Lodi. Dal 19 settembre al 4 ottobre 2026. Ingresso gratuito. Inaugurazione sabato 19 settembre alle 16.30. Orari: sabato 10-12.30 e 16-18.30, domenica 16-18.30, altri giorni su appuntamento (tel. 329 2037052). Mostra promossa da Unitre Lodi e Città di Lodi, con il sostegno di BCC Lodi.
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