Dawn Sturgess e il Novichok: la vera storia nel podcast di Floriana Bulfon

Nel 2018 lessi una notizia con una sensazione di irrealtà tipica di certe cronache che ti sembrano troppo assurde per essere vere. Era la storia di Dawn Sturgessmorta senza motivo apparente Amesbury, otto miglia a nord di Salisbury e vicino al celebre sito di Stonehenge, in InghilterraInevitabilmente quella storia, col passare del tempo, si dissolse nel flusso quotidiano di notizie sostituite da altre urgenze e altri titoli. Poi, nell'estate del 2026, ascoltando Un flacone di profumo, il podcast della giornalista Floriana Bulfon per Chora Media, ho ritrovato quel filo.

Amesbury, giugno 2018

👉Trailer

Charlie Rowley, il compagno di Dawn Sturgess, aveva l'abitudine di rovistare tra oggetti abbandonati e cestini della spazzatura alla ricerca di chissà quale tesoro per poterlo poi rivendere. Un giorno, durante le sue ricerche, trovò una scatola di profumo Nina Ricci, ancora sigillata, e la mise in tasca. 

👉Il dono avvelenato - ep.1

Nel podcast, Bulfon racconta che in quel giorno (maledetto) tra i due c'era stato un piccolo screzio, e che Charlie le donò proprio quel profumo trovato tempo prima per evitare altre discussioni. Dawn riconobbe subito il marchio prestigioso e sentendosi al riparo di ogni sospetto lo aprì, si spruzzò il profumo sui polsi, poi ne volle sentirne meglio l'odore portandolo al naso. Nel giro di quindici minuti cominciò a sentirsi male. Charlie la trovò in bagno in condizioni gravissime, chiamò i soccorsi, poi entrò in coma anche lui. Dawn morì otto giorni dopo.

👉La vendetta chimica - ep. 2

Quella che sembrava una fragranza di lusso era in realtà un contenitore di Novichok, uno degli agenti nervini più letali mai creati, lo stesso che pochi mesi prima era stato usato per avvelenare l'ex spia russa Sergej Skripal e sua figlia Yulia a Salisbury, a pochi chilometri di distanza.

Un oggetto di cura che diventa arma.

C'è qualcosa che continua a colpirmi in questa storia, al di là della cronaca nera. Il profumo è uno degli oggetti più personali e intimi che esistano. Si applica sui polsi, sul collo, un gesto rituale di cura di sé, di piccola seduzione quotidiana che promette piacere, cura, bellezza. Ed è esattamente lì, in quel gesto minuscolo, che la geopolitica più cinica ha scelto di colpire. Un'arma pensata per eliminare una spia si è trasformata nello strumento della morte di una donna che con lo spionaggio internazionale non aveva nulla a che fare. Non importa se quel gesto di gettare nella spazzatura un oggetto mortale ma ormai inutile per le spie sia stato consapevole o no, perché il corpo di Dawn, nel punto in cui avrebbe dovuto sentirsi amata, è diventato il bersaglio di una guerra che nemmeno sapeva fosse in corso.

Agente nervino Novichok, una storia lunga.

Il primo omicidio noto legato al Novichok risalirebbe al 1995, quando fu ucciso il banchiere russo Ivan Kivelidi. Da allora è diventato una firma riconoscibile dei servizi segreti russi: nel 2018 a Salisbury colpì anche Nick Bailey, il poliziotto britannico che intervenne durante le indagini sul caso Skripal e che sopravvisse. Nel 2020 fu usato contro Alexei Navalny, il principale oppositore di Putin, che allora si salvò; e, dopo la sua morte in carcere nel 2024, la moglie Yulia Navalnaya ha sostenuto che dietro ci fosse di nuovo il Novichok.

👉Caccia agli untori - ep.3

Dietro l'attacco di Salisbury, le inchieste giornalistiche di Bellingcat e The Insider tra il 2018 e il 2019 hanno dato un volto agli uomini che si erano presentati come turisti russi in visita alla cattedrale. Dietro gli pseudonimi Ruslan Boshirov e Alexander Petrov si nascondevano in realtà due agenti del Gru, i servizi segreti militari russi, Anatoliy Chepiga e Alexander Mishkin, entrambi collegati all'unità 29155, la stessa sospettata anche del coinvolgimento di un terzo uomo, Denis Sergeev, indicato con lo pseudonimo Sergey FedotovIn tutte queste storie le vittime erano bersagli diretti: spie, oppositori politici, persone che per un motivo o per l'altro erano scomodi a Mosca

Dawn, due volte invisibile, anzi, tre.

Prima come vittima collaterale di una vicenda di spionaggio internazionale che aveva come protagoniste altre persone, i Skripal, la Russia di Putin, i servizi segreti britannici. Poi come nota a margine nella memoria collettiva, la donna comune travolta da una storia più grande di lei, di cui oggi quasi nessunə ricorda il nome. Ma c'è anche un terzo livello di invisibilità, quello con cui parte della stampa dell'epoca la raccontò, riducendola a uno stereotipo di marginalità e fragilità a causa delle sue dipendenze del passato, quasi a voler spiegare la sua morte con la sua condizione più che con la responsabilità di chi aveva armato quel profumo. 

Dawn Sturgess aveva 44 anni ed era madre di tre figli, avuti da una relazione precedente, e nella sua vita aveva lavorato duro per crescerli. Viveva una vita normale, fatta di legami, di una routine come quella di ciascunə di noi. 

La madre di Dawn, Caroline Sturgess, l'ha restituita alla sua inchiesta pubblica come una donna intelligente, divertente e gentile, capace di non giudicare mai e di impegnarsi per rendere felici le altre persone anche nei momenti in cui faticava a sorridere lei stessa. Una donna cresciuta in una famiglia normale, che con i suoi tre figli manteneva un legame costante,  e che erano la priorità della sua vita. Un'anima forte e gentile, generosa fino all'eccesso, capace di dare l'ultimo soldo che aveva a chiunque ne avesse bisogno.

Perché ho apprezzato il podcast "Un flacone di profumo"

Restituire questo lato di Dawn, la donna, prima ancora che la vittima di una tragedia, mi sembra il modo più giusto di raccontarla. La stessa autrice sostiene di aver basato il racconto nel podcast "sulla parte umana, perché è esattamente da lì che è partito il lavoro: dal sorriso di Dawn Sturgess prima ancora che dal Novichok e dalle spie".

Il pregio di Un flacone di profumo di Floriana Bulfon, giornalista d'inchiesta che da anni si occupa di criminalità organizzata, terrorismo internazionale e cybersecurity, è proprio questo: restituire peso e memoria a una persona e a una notizia che il tempo aveva sepolto, non lasciare che le vittime senza nome di guerre non dichiarate scompaiano una seconda volta, cancellate dalla nostra distrazione oltre che dalla cronaca del loro tempo.

Il prezzo da pagare

Il lavoro di giornalista d'inchiesta di Bulfon non è mai stato a costo zero: negli anni ha subito minacce dirette per le sue inchieste sulla criminalità organizzata, al punto da essere sottoposta a misure di protezione. Ha anche ricevuto numerosi premi per il suo lavoro, ma raccontare certi mondi, spionaggio, mafie, servizi segreti, ha un prezzo che chi scrive paga sulla propria pelle.

Grazie quindi a Floriana Bulfonper aver dato a questa storia la voce che meritava, per aver condiviso fonti e materiali con generosità, e per avermi fatto riflettere, ispirandomi a raccontarla con questo articolo.

Credits

Podcast "Un flacone di profumo", miniserie in tre puntate scritta e raccontata da Floriana Bulfon, prodotta da Chora Media e uscita nel feed di Seietrenta. Cura editoriale di Sara Poma e Simone Pieranni, musiche di Cosma Castellucci.

Per approfondire

Dawn Sturgess Inquiry, rapporto finale di Lord Hughes of Ombersley, HC 1525, pubblicato il 4 dicembre 2025

Sito ufficiale dell'inchiesta: https://www.dawnsturgess.independent-inquiry.uk/ (trascrizioni delle udienze, prove esibite, fotografie)

Le inchieste di Bellingcat e The Insider, 2018-2019, sull'identità reale degli agenti Gru coinvolti

I rapporti Opcw del 2018 su Salisbury e Amesbury, per la parte tecnica sull'identificazione dell'agente nervino

👉Donne che sfidano il mondo - Floriana Bulfon, giornalista

Questo blog va avanti a caffè e testardaggine!

Lo Sguardo Di Giulia © diritti riservati – Vietata la pubblicazione non autorizzata. Le immagini pubblicate sono protette da copyright. Se vuoi usare una mia foto, contattami. 👉Copyright e utilizzo delle immagini

Disclaimer: Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

Iscriviti alla newsletter per ricevere storie e progetti direttamente nella tua casella di posta. Solo contenuti autentici, niente spam.