Le fotografie di Bamberger, anno dopo anno, diventano sempre più importanti nelle loro uscite. Lei stessa racconta che erano diventate una specie di “compito delle vacanze”, ma col tempo Duras comincia a manifestare richieste sempre più precise.
Non ho avuto la sensazione di separazione della scrittrice dalla una fotografa, sembrano piuttosto due donne che hanno imparato a osservare insieme. Una attraverso le parole, l’altra attraverso l’immagine. E forse è proprio questo a rendere il libro così delicato e potente insieme.
Le fotografie sono piccole, non cercano mai l’effetto spettacolare, non c’è il mare da cartolina, quello che oggi finirebbe immediatamente sui social. Sono immagini di attenzione dei dettagli e di presenza. Riflessioni sull'azzurro di quei luoghi, sugli odori, sulla selva di giovani morti in guerra per poter permettere a noi, adesso, di avere la libertà di scrivere di tutto questo.
Ed è anche questo che mi interessa sempre di più nei libri di fotografia, la capacità di trattenere esperienze di vita di persone distanti. Mi piace anche il fatto di aver trovato questo libro in biblioteca e non dentro una classifica di novità editoriali o in qualche algoritmo che prova a capire cosa potrebbe piacermi.
Negli ultimi anni sento sempre più il bisogno di cercare libri dimenticati, passati di mano in mano, fermi ad aspettarmi da anni su uno scaffale.
Vedo ne Il mare scritto un piccolo gioiello di memoria di un’amicizia tra due donne creative e intelligenti, che hanno trasformato delle passeggiate estive in un archivio poetico fatto di complicità e attenzione reciproca.
Tra qualche giorno dovrò restituirlo in biblioteca, mi piace pensare che qualcunə lo troverà per caso, o forse lo cercherà dopo averne letto qui, e aprendolo scoprirà che dentro quelle pagine minuscole continua a vivere il dialogo tra due donne che hanno imparato a guardare il mondo insieme.
Le foto di questo articolo non sono quelle del libro perché non ho chiesto il permesso di pubblicarle come faccio di solito, ma sono le mie, quelle scattate in quella vacanza a Trouville e Étretat di tanti anni fa...
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