![]() |
| worldhistory.org |
Sapienza è stata a lungo ignorata dall’editoria italiana. Il suo romanzo L'arte della gioia venne rifiutato per anni: troppo libero, troppo politico, troppo esplicito nel raccontare desiderio e potere femminile. La protagonista, Modesta, non è un personaggio semplice, ma una donna che vuole autonomia in tutto nella sua vita, senza il permesso per esistere.
![]() |
| Goliarda Sapienza |
Il discorso di Matilda De Angelis
Durante il suo discorso Matilda De Angelis, dopo aver ricevuto il riconoscimento come miglior attrice non protagonista per il film di Mario Martone, ha anche parlato della crisi della cultura e delle difficoltà del cinema. E quel passaggio sposta tutto sul modo in cui la cultura viene sostenuta, oppure lasciata ai margini quando diventa scomoda o economicamente fragile.
"Il nostro Paese sta vivendo un impoverimento importante della cultura e mi spiace che si debba umiliare una categoria come quella dei lavoratori e delle lavoratrici del cinema, che sono la mia famiglia. Non capisco perché ci siamo fatti addomesticare. Il cinema deve tornare a essere sociale e politico come un atto d'amore. Io ho questa speranza e vedo questo futuro. Dedico il premio a mia madre e mio padre, che mi hanno insegnato l'amore e l'arte"
La Resistenza delle donne
Ripensando a Goliarda Sapienza, però, è difficile non vedere un meccanismo più grande, la sua storia non è un’eccezione. Nel mondo dell’arte e della cultura molte donne vengono riconosciute solo dopo essere diventate “gestibili”: dopo la morte, dopo la riscoperta archivistica, oppure quando il loro racconto non è più così complicato da raccontare.
👉Vivian Maier è diventata celebre solo dopo la morte, trasformata quasi in mito. Dora Maar è rimasta a lungo definita dal rapporto con Picasso più che dal suo lavoro. 👉Lee Miller è stata raccontata per anni più attraverso la sua vita che attraverso il suo sguardo fotografico. 👉Camille Claudel è stata a lungo oscurata dalla figura di Auguste Rodin. Lo schema è ricorrente: tutte donne considerate troppo libere, troppo difficili, troppo fuori dalle categorie del loro tempo, e quindi lasciate ai margini finché non diventano abbastanza lontane da poter essere raccontate senza conflitto.
La riscoperta a volte restituisce visibilità, ma altre volte tende a semplificare rendendole più leggibili, più armoniche, più “sicure” per il consumo culturale. Ed è qui che il discorso di Matilda De Angelis assume un peso diverso. Non perché celebra Goliarda Sapienza, ma perché la riporta dentro un discorso ancora aperto: quello tra ciò che una donna è stata davvero e ciò che il sistema culturale è disposto ad accettare di lei. Forse è questo il punto. Quante voci abbiamo imparato a notare solo quando non potevano più disturbare.
Il caffè nutre le idee!Lo Sguardo Di Giulia 2026 © diritti riservati – Vietata la pubblicazione non autorizzata. Le immagini pubblicate sono protette da copyright. Se vuoi usare una mia foto, contattami. 👉Copyright e utilizzo delle immagini✉️ Scrivimi a losguardodigiulia@gmail.comper ricevere storie e progetti direttamente nella tua casella di posta. Solo contenuti autentici, niente spam. Leggi l’informativa sulla privacy
✉️ Scrivimi a losguardodigiulia@gmail.comper ricevere storie e progetti direttamente nella tua casella di posta. Solo contenuti autentici, niente spam. Leggi l’informativa sulla privacy



