1 luglio 2023, Pride di Lodi: l'evento che ha chiuso il Pride Month, una serie di iniziative svoltesi nel corso di giugno.Mi ha stupita ascoltare chi sosteneva la propria contrarietà all'iniziativa dubitando della necessità di questo tipo di cortei, perché ormai, diceva, l'omosessualità è riconosciuta e non più discriminata. Sul fatto che non sia più discriminata, però, io non ci metterei la mano sul fuoco: sono recenti le notizie di insulti rivolti a partecipanti del Pride Month di Lodi.
Il Pride, e non è per caso se non viene più chiamato "Gay Pride", è una manifestazione aperta a tutte le differenze, a sostegno dei diritti di tuttə. Poi c'era ovviamente chi non apprezzava, sbuffava e denigrava l'iniziativa, forse per il temporaneo blocco del traffico, forse proprio per questo genere di manifestazione.
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Puntuali gli interventi delle autorità cittadine, tra cui il Sindaco Furegato (molto apprezzato il suo discorso, e di essersi presentato con la fascia tricolore) e l'Assessora alle Pari Opportunità Manuela Minojetti. Abbiamo ascoltato anche Elisa Casaleggio, attivista fondatrice di Zena Trans; Elena Mantovani, fondatrice di Famiglie Arcobaleno; Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay; Stefania Bonatti del PD; e Francesca Rupatti, avvocata del Comitato di Garanzia di Rete Lenford..jpg)
Storia del Pride
Il Pride, chiamato fino a qualche anno fa Gay Pride, è famosissimo per i suoi colori, gli abiti e l’energia incredibile che la comunità LGBTQ+ riversa nelle strade durante le parate. Per capire perché si festeggia e il significato bisogna però conoscerne la sua storia. Il motivo per qui questa manifestazione è diventata così colorata sta proprio nel suo passato. E chi etichetta il Pride come “Carnevalata”, il più delle volte non conosce nemmeno i motivi per cui è nato e si è evoluto in questo modo. (Da wearegaylyplanet)
Il testo ufficiale
sottoscritto dalle associazioni e da tutti i coordinamenti Pride d’Italia:
"Sarà il grido di chi crede nella libertà incondizionata di essere, di chi lotta per un mondo in cui ogni persona può̀ decidere sul proprio corpo, sulla propria identità̀, sulle relazioni e sulle famiglie da costruire nella propria vita.
La volontà è quella di denunciare un sistema di potere che mette sotto attacco le persone, impone un modello unico a tutte le famiglie, anche a quelle eterosessuali, restringe l’autodeterminazione delle identità̀ e dei corpi, anche riducendo la possibilità̀ di accesso all’interruzione di gravidanza sicura e legale, nega qualsiasi tentativo di sensibilizzazione al rispetto delle differenze nelle scuole e non dà sostegno a chi è senza reddito e, o, precario, trattando le persone come carichi residuali e negando l’accoglienza a chi fugge da Paesi che prevedono il carcere o la pena di morte per chi è omosessuale o transgender.Sin dalla notte di Stonewall, abbiamo lottato per la liberazione dei corpi e della sessualità̀, facendo dell’autodeterminazione la nostra stella polare.Oggi, in Italia, c’è chi vuole ancora che certi diritti restino privilegi, ricacciando nell’ombra le persone Lgbtqia+, le loro famiglie e tutte le soggettività̀ discriminate e socialmente marginalizzate.I Pride sono da sempre rivoluzione dei diritti e delle libertà e questa rivoluzione, oggi, passa per la lotta e il rifiuto di ogni disuguaglianza.
Non daremo tregua alla violenza ipocrita di chi nega il diritto alla libertà, trasformando i diritti in privilegi e togliendoli lentamente anche a chi li ha faticosamente conquistati.Siamo cittadinanza attiva, persone che ogni giorno vivono, lavorano, progettano il futuro e contribuiscono allo sviluppo della società.
Per questo, quest’anno, con milioni di telefonini alzati al cielo, i Pride chiameranno l’Italia alla responsabilità di essere un paese migliore.
E lo faranno con un’unica voce che non si fermerà̀ di fronte ad alcun muro di indifferenza o palazzo del potere."
I sondaggi
La retrocessione in Italia
È di pochi giorni fa la notizia dell'impugnazione della procura di Padova di tutti e 33 gli atti di nascita registrati dal Sindaco di Padova Sergio Giordani, dal 2017 a oggi, per riconoscere a figlie e figli delle coppie omogenitoriali gli stessi diritti degli altri (Da Rainews)
Un'onda emotiva che cresce di ora in ora quella sollevata dalla decisione della Procura di Padova di impugnare gli atti di nascita dei figli di coppie omogenitoriali.
Le 'mamme arcobaleno' promettono battaglia contro la scelta dei magistrati, che hanno chiesto al Tribunale civile di cancelare dagli stati di famiglia il nome della 'seconda mamma', quella non biologica della coppia, e di conseguenza 'rettificare', annullandolo, il doppio cognome dei figli della coppia.
"La maestra ci ha insegnato siamo tutti uguali. La tua maestra non te l'ha insegnato?" è uno degli slogan che compaiono sui cartelli depositati sul selciato assieme ad una grande sfilata di bambolotti e riproduzioni in pelouche di neonati. "Non ci fermeremo", "Non ci fermerete". Sono alcuni degli slogan delle famiglie arcobaleno. Protesta promossa dall'Associazione genitori omosessuali.
Marco Mengoni
"Amore e proibizione sono due parole che non possono convivere, perchè non c'è proibizione o limitazione in amore, mai, e oggi dato che siamo a Padova vorrei aggiungere un'altra cosa, una cosa dovrebbe essere proibita, è poter decidere cosa sia una famiglia e decidere sui bambini" Marco Mengoni dal palco dell'Euganeo, senza musica, di fronte ai 40 mila presenti al suo concerto di Padova.
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