"L’altra metà dell’obiettivo? Da questa parte si vede benissimo, grazie."
👉Il potere della fotografia femminile del novecento
In occasione del Festival della fotografia etica di Lodi è stato presentato a Lodi un libro singolare, appassionato e di lettura veloce: Sguardi penetranti e obliqui. Venti Fotografe Per un album di famiglia del Novecento, frutto della ricerca di Silvia Mazzucchelli, esperta di fotografia, saggista e critica d’arte. Presente all’iniziativa anche la celebre fotografa Paola Mattioli, che ha esternato il suo pensiero sulla fotografia d’archivio professionale come parte del suo album di ricordi, perché quando ha scattato quelle foto era presente e coinvolta
👉Grete Stern, tra surrealismo e analisi interiore
Grete Stern è stata una fotografa tedesca naturalizzata argentina, una figura fondamentale nella storia della fotografia, soprattutto per il suo contributo al surrealismo e per la sua analisi profonda della condizione femminile
👉Thérèse Bonney, Fotografa e testimone del modernismo tra le Guerre
Proseguendo la mia ricerca sulle fotografe di guerra, mi sono imbattuta sulla figura di Thérèse Bonney, che ha passato gran parte della sua vita a documentare con le sue immagini la storia di persone e luoghi in varie parti d'Europa prima e durante la seconda guerra mondiale oltre che scattare ritratti di noti artisti, artiste e designer mentre viveva a Parigi
👉 Gerda Taro, la fotografia come rivoluzione
Gerda Taro è una figura che ha lasciato un segno profondo nella storia del fotogiornalismo, soprattutto per il suo lavoro durante la Guerra Civile Spagnola. Nata Gerta Pohorylle a Stoccarda da genitori tedeschi nel 1911, era una giovane donna che già da subito si trovò a fronteggiare l’ombra del nazismo, essendo di origine ebraica polacca. Quando si trasferì a Parigi per sfuggire alle persecuzioni, trovò un nuovo inizio, e anche la sua vera identità, cambiando il suo nome in Gerda Taro
👉Helen Levitt, osservatrice silenziosa della vita quotidiana
Helen Levitt non è stata solo una fotografa ma anche un'artista che ha saputo trasformare le strade di New York in una "tela" di vita autentica. Nata il 31 agosto 1913 a Brooklyn, Levitt ha scoperto la sua passione per la fotografia fin da giovane, durante gli anni dell'adolescenza. In quei primi anni, nessuna persona avrebbe potuto immaginare che quella giovane ragazza di Brooklyn avrebbe rivoluzionato il modo in cui vediamo la vita urbana, catturandola con uno sguardo che era al contempo delicato e profondamente umano
Julia Margaret Pattle (nota con il cognome del marito, Cameron), nata nel 1836 a Garden Reach, nei pressi di Calcutta, fu la prima fotografa ad aver rivoluzionato, con la sua tecnica, il mondo della fotografia
👉Diane Arbus: lo sguardo che ha cambiato la fotografia del XX Secolo
👉Lee Miller: Icona Eclettica della Fotografia del XX Secolo
👉Paola Agosti, fotografa
Considerare la sensibilità fotografica e lo sguardo femminile sulla società è una necessità culturale. In questo articolo ti spiego il perché
👉Viaggiare da sole. Il cat - calling negli scatti di Ruth Orkin
Ruth Orkin, nata nel 1921 a Boston, fotografa e regista statunitense, è nota per i suoi scatti di street photography e per il suo impatto significativo nel mondo della fotografia documentaristica
👉Vivian Maier, una donna libera
👉Oltre l’obiettivo: Lisetta Carmi e le vite invisibili
👉Letizia Battaglia, l'archivio completo online
👉Guardare Manhattan dall’alto non è per tuttə
Guardare una città dall’alto è sempre stato considerato un privilegio. Panorami, skyline, terrazze che tolgono il fiato. Ma a forza di normalizzarli — cartoline, grattacieli iconici, foto patinate — ci siamo dimenticatə di una cosa semplice: non tuttə possono guardare da lì.
Mary Ellen Mark non mi ha mai dato l’idea di una fotografa “interessata ai margini”. Lei stava nei margini. Non li osservava da fuori, non li usava come soggetto forte per un progetto riuscito. Ci entrava con il corpo, con il tempo, con una presenza che non cercava di addomesticare nessunə.
Non avevo in programma di fermarmi, quel giorno. Il cortile del Circolo Cerri in Viale Pavia era immerso in una quiete luminosa, interrotta solo dal passaggio di qualche bicicletta.Era il 1947, il matrimonio della regina Elisabetta. Inge Morath, fotografa ancora giovanissima, faceva parte del gruppo di inviati da Life. Mentre gli altri fotografi correvano a catturare il potere, lei rivolse l’obiettivo verso chi osservava: la gente comune, i loro sguardi curiosi, le emozioni genuine. Già allora si percepiva il suo tratto distintivo: non il centro della scena, ma le storie invisibili erano ciò che la interessava davvero.👉Cloti Ricciardi: immagini, parole e femminismo
Il 22 settembre 2025 è scomparsa Cloti Ricciardi, un’artista, una voce che aveva saputo intrecciare femminismo e arte con una forza rara. Incontrare la sua opera è stato come ascoltare una voce che non si piega: forte, femminista, capace di trasformare l’identità in linguaggio artistico.
Non sapevo molto di Tina Modotti. Solo un nome, qualche foto, un’idea vaga. Poi ho iniziato a leggerla davvero, a osservarla da vicino. Con la sua vita intensa, le sue scelte radicali, il suo modo di stare al mondo con coraggio.Ci sono fotografe che ammiro per la loro tecnica, altre per la loro visione artistica. E poi ci sono donne come Samar Abu Elouf, che ammiro con tutta me stessa. Per il coraggio, per la lucidità, per la scelta – consapevole e ostinata – di restare accanto alla sofferenza, di raccontarla senza mai allontanarsene.
👉Cloti Ricciardi: immagini, parole e femminismo
Il 22 settembre 2025 è scomparsa Cloti Ricciardi, un’artista, una voce che aveva saputo intrecciare femminismo e arte con una forza rara. Incontrare la sua opera è stato come ascoltare una voce che non si piega: forte, femminista, capace di trasformare l’identità in linguaggio artistico.
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