Lee Krasner dipingeva come un uomo, dicevano. Ma era meglio



Chi era Lee Krasner? Una pittrice visionaria, ma era nota soprattutto per essere la moglie di Pollock, la compagna che stava, paziente e in attesa, dietro le quinte. Mentre in realtà era un'artista vera, visionaria e libera. Lee ha sporcato la tela per anni, ha ridipinto la sua vita dopo ogni strappo. E non ha mai smesso di creare anche se nessunə la guardava.

Testarda e curiosa

Lee nasce a Brooklyn nel 1908, in una famiglia di immigratə ebreə. Studia arte fin da ragazza. È testarda, curiosa. Entra alla National Academy of Design, poi studia con Hans Hofmann e quando lui le dice che “dipinge come un uomo”, lei capisce come funziona il mondo dell'arte: se sei donna, devi guadagnarti anche solo il diritto di esistere come artista. Entra nel WPA Art Project, uno dei pochissimi spazi pubblici dove una donna può lavorare come artista nel dopoguerra. Ma il suo stile cambia in continuazione. Collage, simboli, pittura automatica, astratto puro. Non si accontenta mai. Non si ferma mai.

Vive con Pollock, ma resta sé stessa

Nel ’42 conosce Jackson Pollock. Si amano, si sposano, si trasferiscono a Springs. Due studi separati, due vite intrecciate. Lee non è la sua musa, ma la sua pari. Lo aiuta a farsi conoscere, lo sostiene quando il successo diventa ingombrante. Ma anche lei dipinge, i suoi quadri urlano.

Dopo la morte di Pollock, inizia la serie degli Umber Paintings. Dipinge di notte, in silenzio. Tele grandi, scure, piene di rabbia e sopravvivenza senza nessun compiacimento, solo verità.

Chi non vende, non è artista?

Qui voglio riflettere un attimo. Perché questa storia mi tocca anche per un altro motivo. Quante volte, anche oggi, sentiamo dire che “artista” è chi espone, chi vende, chi ha un seguito?

E invece chi disegna per sé? Chi scolpisce nel proprio laboratorio? Chi crea per stare meglio, per non impazzire, per sentire qualcosa? È meno artista? Io penso che l’arte vera nasca quando non c’è nessunə a guardare. Quando non hai un obiettivo da raggiungere, ma solo un’urgenza da liberare. Quando disegni e perdi il tempo, quando ti dimentichi di mangiare perché stai cercando “quel” dettaglio.

Lee Krasner ha vissuto così. Ha continuato a dipingere anche quando nessunə si interessava a lei. Anche quando le mostre le dedicavano ad altrə. Anche quando i suoi quadri non vendevano. E questo per me è il cuore dell’essere artista: creare, comunque.

Resistere e creare, anche se nessunə applaude

Oggi le cose stanno cambiando. Finalmente mostre, gallerie e critici e critiche riconoscono che Lee Krasner è stata una delle voci più forti e complesse dell’Espressionismo Astratto. 
Il punto importante è però chiedersi quante Lee Krasner abbiamo ancora davanti agli occhi. 

Perché questo articolo?

Per riflettere, e ricordare che l’arte è prima di tutto una necessità espressiva, (per esempio, per me disegnare è un modo per decomprimere i pensieri e metterli un po' in ordine). Anche se nessunə applaude o ti chiama artista. Anche se nel mondo dell'arte resti in secondo piano. Lee Krasner ha creato per se stessa, per restare viva e presente. E se il mondo non l'ha capito perché aveva altro da fare, le è andato bene anche così.

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